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Perle e Ama: storia delle ultime sirene

C’è chi non le ha mai abbandonate e chi invece le ha scoperte in chiave moderna solo recentemente…Stiamo parlando delle perle!

La perla questo agglomerato cristallino dalla duplice connotazione: eterno riferimento di classe grazie al mondo di Chanel ci illuminano grazie al colore bianco ma a volte associate anche alle lacrime o al dolore come vogliono le leggende asiatiche ed indiane.

 

Abbiamo deciso di dedicare alle perle una storia poco conosciuta che proviene dal mondo asiatico: quella delle Ama ( o Uminchu)  le donne pescatrici del Giappone che raccolgono perle.

Le ultime sirene originarie della penisola di Izu, rappresentano una delle tante declinazioni che può assumere la forza femminile non solo di spirito ma anche fisica.

Ama, in giapponese significa “donne del mare” queste iniziano appunto a tuffarsi all’età di 12-13 anni per continuare fino a quella di 70. Si immergono per raccogliere le perle senza l’aiuto di alcuno strumento o indumento termico ed hanno elevati livelli di sopportazione sia del gelo che della pressione subacquea; riescono a stare in apnea per lungo tempo rilasciando l’aria attraverso un fischio mentre tornano a galla.

L’origine di questa tradizione viene fatta risalire addirittura a 2000 anni fa e negli anni ’40 si contavano ancora circa 6000 raccoglitrici, mentre oggi (per fortuna) ne sono rimaste solo alcune decine e vengono considerate delle vere e proprie celebrità.

Kissy Suzuki in “Agente 007- Si vive solo due volte”

Nel film “Agente 007 -Si vive solo due volte” (1967) accanto ad un James Bond interpretato da Sean Connery  l’attrice Mie Hama interpreta la bond-girl Kissy Suzuki una pescatrice Ama appunto.

La storia delle ultime sirene ci ha colpito molto in quanto algida ed elegante come le perle raccolte da queste donne.

 

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