Indossare semplicemente una catena: una quotidiana performance artistica.

INDOSSARE SEMPLICEMENTE UNA CATENA: una quotidiana performace artistica.

Il costume di indossare le collane a forma di catena, anzi costituite proprio da una maglia a catena è ormai, quasi da un secolo, così diffuso a tal punto che “catena” nel mondo degli accessori è ormai sinonimo di “Collana”.

 

Credo sia da attribuire proprio a Coco Chanel, non a caso l’ideatrice della Bigiotteria (prima esistevano solo gioielli preziosi), l’introduzione delle catene in primis nel mondo dell’Accessorio, e in un secondo momento in quello dell’Abbigliamento (basti pensare alle finiture delle sue giacche).

In un tipo di processo che troviamo ricorrente nella poetica dello stile di Chanel in cui si estraggono elementi strutturali dalla realtà della vita quotidiana, vuoi per la funzionalità (i pantaloni o la tracolla della borsa per avere gambe e mani libere), vuoi per caratteristiche tecniche (l’utilizzo di tessuti come il jersey) … e potrei farvi altri mille esempi prendendo come riferimento tutte le innovazioni di Madame Coco.

Alla luce di questo procedimento, mi è capitato di soffermarmi a riflettere sul concetto di “Catena” perché nel mio pensiero è un elemento ormai così saldamente associato all’idea di accessorio a tal punto da essermi dimenticata che questo è in primo luogo un oggetto con una funzione ben precisa: l’unire qualcosa, il tener fermo qualcosa a qualcos’altro.

Per quanto il verbo “incatenare” rimandi principalmente all’idea di prigionia, nella mia visione, questa è invece sinonimo di legame volontario, forte ed indissolubile.

Cambiare il campo di applicazione di un oggetto volontariamente lo percepisco davvero come una forma d’arte, e cosa è l’arte se non un modesto tentativo di elevare il nostro animo e, quando l’arte si può indossare così facilmente, perchè racchiusa tra le maglie di una catena prende vita un incantesimo…

La mia è certamente una visione di parte, ma il rendere Accessorio un elemento funzionale con un preciso compito in senso pratico, significa elevare quest’ultimo a “portatore di bello”, “di benessere” fine a se stesso, senza altre aspettative, perché cosa è un accessorio se non un “orpello fine a se stesso” con la sola finalità di farci stare meglio e di appagarci.

In un procedimento inverso da quello che Andy Warhol aveva realizzato con il celeberrimo barattolo della “Campbell Soup” possiamo sentirci parte di un meccanismo artistico anche indossando semplicemente una collana a catena.