Ci fanno sentire in colpa se ci mostriamo Sexy…

Oggi mi sono vestita così: crop-top, shorts in pelle e texano lunghissimo fino al ginocchio -a metà strada tra Dominatrix e “Le ragazze del Coyote Ugly“- mi andava di indossare anche un paio di orecchini che per i più sarebbero da sera e l’ho fatto, senza pensarci troppo, così come indosso le paillettes di prima mattina o come andrei al supermercato con uno stiletto 12 se solo portassi i tacchi alti.

Poi, mi è sorta una domanda e la consapevolezza di essere privilegiata.

 

 

Partiamo dal privilegio: io me ne sto al sicuro nel nostro Rosa Cipria Lab, vivo in una piccola città e non devo rispettare un determinato codice nell’abbigliamento quotidiano, sono perciò libera di esprimermi come meglio credo e voglio, posso giocare a fare la seriosa come la femme fatale e nessuno di certo me lo farà notare, ma non per tutt* è così.

Di questo ne sono consapevole e ne sono molto grata alla vita.

 

 

Passiamo adesso alla domanda, o per meglio dire alla presa di coscienza del fatto che: la nostra società, patriarcale e spesso misogina ci cresce con l’idea (e ci tengo a sottolinearlo: volutamente velata in. modo da implementare il senso di colpa) che dobbiamo sentirci in colpa se appariamo volutamente sexy.

 

Quanto sono ricorrenti frasi del tipo: “Troppo corto” “Troppo scollato” “Troppo aderente” “Esagerato” “Volgare”?  

Sono così radicate che finiamo per non farci più caso, ma se ci pensiamo bene sono tutte indicazioni volte a limitare, imprigionare la nostra carica erotica, quasi a volerne sminuire la potenza.

 

Se estremizziamo il concetto arriviamo all’aberrante “Se l’è cercata, guarda come andava in giro“, questo perché siamo costantemente e continuamente sessualizzate, in virtù di una società improntata sui valori e le sovrastrutture del patriarcato.

 

Per fortuna ci sono uomini e menti che sono lontanissime da questo pensiero, che riescono a comprendere quanto possa essere forte la nostra energia e riescono ad esaltarla in tutto il suo fascino e la sua poesia.

Uno dei maestri di questo processo di glorificazione è stato indiscussamente Gianni Versace che ha elevato la donna nella sua valenza più passionale. In linea con questa visione credo siano le muse d’ Art Noveau di Alphons Mucha, antesignano dei designer, capace di coniugare arte e comunicazione fino ad arrivare alle donne estremizzate nei fumetti di Milo Manara.

Versace, Mucha e Manara, tre artisti in ambiti di applicazione diversi che però attraverso la donna riescono a comunicare in modo semplice e diretto con le grandi masse.

Se ci hanno fatto sentire in colpa per essere sexy, è forse arrivato il momento di cambiare punto di vista e sentirsi libere di esprimerci come meglio crediamo e vogliamo!

Ale